Iris Apfel, icona per caso

Figure di spicco femminili che hanno scritto la storia del XX secolo (XXII episodio)

Ci ha lasciato il 1 marzo scorso alla veneranda età di 102 anni e mezzo una delle donne più eccentriche e dirompenti che il mondo abbia mai conosciuto: Iris Apfel, classe 1921 e, sebbene scavalli il XX secolo, sento il dovere di parlare di lei e di usare come apertura il titolo della sua autobiografia uscita nel 2019 quando di anni ne aveva appena 97, quando i numeri sono solo cifre su un foglio di carta.

L’adolescente più attempata del mondo era nata a New York, ad Astoria, per la precisione, nel 1921 unica figlia di Samuel Barrel, proprietario di un’azienda di vetri e specchi, e sua moglie di origini russe, Sadye Barrel, proprietaria di una boutique di moda. Entrambi i genitori erano ebrei. Poco più che bambina, iniziò a fare acquisti nei negozi di antiquariato della zona, dando così il via alla sua straordinaria collezione di gioielli da tutto il mondo. Sono proprio i genitori a spingerla agli studi universitari e ad assecondare la sua originalità.

Dopo aver studiato storia all’ Università di New York e aver frequentato l’accademia d’arte nel Wisconsin, iniziò una lunga collaborazione con la rivista Women’s Wear Daily, considerata “la Bibbia della moda”,  dove si distinse per le sue scelte originali e stravaganti che le permettono di essere incoronata fashion Icon. Il suo motto è “More is More & Less is a Bore”, con il quale anticipa le tendenze e non passa mai inosservata, sdoganando un eccesso sempre di classe e mai pacchiano. Con il passare del tempo e delle sue apparizioni mondane maxi collane e bracciali importanti dal sapore etnico sono diventati suoi segni distintivi, insieme agli ormai iconici occhiali da sole rotondi ed esageratamente grandi.

Nel 1948 sposò Carl Apfel, scomparso nel 2015 all’età di 101 anni, con il quale ha avviato anche un sodalizio artistico e lavorativo avviando la loro industria tessile, la Old Wild Weavers, avviata nel 1950 e chiusa nel 1992, anno del loro ritiro dall’attività lavorativa. La sua fama la portò a diventare consulente d’interni per la Casa Bianca, seguendo ben nove presidenti, da Truman a Clinton.

Nel 2005 la prima mostra organizzata per lei e su di lei dal Metropolitan Museum dal titolo RARA AVIS, vera e propria consacrazione del suo stile e del suo impeccabile gusto. Divenne la musa ispiratrice di Gucci, nonostante dichiarò, senza peli sulla lingua, in un’intervista a The Guardian, che lo stilista non era mai stato tra i suoi preferiti. Fu immortalata anche dalla casa Mattel che creò una Barbie a sua immagine e somiglianza con alcuni dei suoi più famosi outfits.

A 97 anni le viene proposto un contratto come modella per la IMG Models e per la quale ha continuato a sfilare in sedia a rotelle. Allo spegnere delle 100 candeline la casa di produzione di moda per adolescenti H&M l’aveva contattata per una collaborazione. La risposta della Apfel : ” Non si tratta di cosa o chi si indossa, ma di come ci si sente quando si indossa qualcosa. Lo stile riguarda l’espressione di sé e, soprattutto, l’atteggiamento”. Inutile dire che fu un successo. A 101 anni ha firmato con il brand inglese Ciatè London un contratto che lega le sue labbra, sempre omaggiate da una tonalità rossa sgargiante, alla linea make-up immaginata dal suddetto brand, rivolto ad un pubblico giovane e determinato, come la nostra Iris, desideroso conquistare il mondo magari ispirandosi alla simpatica signora dai grandi occhialoni che il mondo lo ha davvero incantato e affascinato semplicemente essendo sé stessa.

Schietta, iconica, divertente, attraverso vestiti e accessori la star della terza età ci è riuscita a dare consigli non solo di stile, ma anche di vita degni di considerazione, addirittura un decalogo di consigli per un matrimonio felice e duraturo, come il suo, 68 anni con il suo amato Carl, a cui ha dedicato il suo libro. “Divertitevi, cari miei, e usate la fantasia“, ripeteva. Ci mancherà e ci mancheranno i suoi colorati abbinamenti.

Lascia un commento