Fernando Botero invade Roma
E Botero sia… dal 10 luglio al 1 ottobre alcuni luoghi simbolo della Capitale ospiteranno otto sculture monumentali del grande artista colombiano noto per le sue iconiche figure voluminose, mi piace definirle morbide, che incarnano un’ideale femminile lontano dagli stereotipi moderni.
Botero parlava dell’Italia come di una seconda patria e sicuramente sarebbe stato onorato di un tale omaggio, nel cuore delle principali piazze cittadine sotto gli occhi dei Romani, che amano queste iniziative, e dei milioni di turisti che, nonostante il caldo di questi ultimi giorni, affollano la città eterna.
“‘Botero a Roma rappresenta’ il primo grande evento che si tiene attorno all’opera di Fernando Botero dopo la sua scomparsa il 15 settembre scorso”, spiega la curatrice della mostra Lina Botero, figlia dello scomparso artista. “Le sculture in bronzo che oggi sono esposte nel centro storico della città, sono state esposte nel tempo in 25 mostre che si sono tenute a Parigi, New York , Hong Kong, Singapore, Berlino, Gerusalemme, Madrid e Buenos Aires. C’è da dire che il suo legame che unisce l’artista all’Italia trae origine dalla sua passione per la pittura del Quattrocento italiano che ha segnato la sua ricerca, oltre all’aver lavorato per oltre quarant’anni alla scultura in bronzo e marmo in Toscana“.
E allora eccoli alcuni di questi capolavori. In apertura di articolo, “Donna seduta” siamo a piazza San Lorenzo in Lucina, e subito ne riconosciamo, e apprezziamo, i caratteri distintivi: visi rubicondi, braccia tornite, pance strabordanti, fisicità importanti, mai volgari e sempre accattivanti. Il rimando al mondo classico con il modello della Venere al bagno o Venere pudica, è esplicito e questo artista ha offerto una rivisitazione della classicità e della bellezza femminile attraverso le barriere del tempo.

All’ombra del Cupppppolone ecco una Venere addormentata che sembra contemplare una città in preda alla calura estiva. Quello che l’artista dipingeva o scolpiva non erano personaggi in sovrappeso, ma il loro volume. “Quando dipingo una natura morta dipingo anche con il volume, se dipingo un animale è volumetrico, anche un paesaggio”, spiegava in un intervista al quotidiano El Mundo. “Mi interessa il volume, la sensualità della forma. Se dipingo una donna, un uomo, un cane o un cavallo, lo faccio sempre con questa idea del volume, non è che ho un’ossessione per le donne grasse.

Una donna seduta troneggia davanti a piazza Mignanelli, davanti al Palazzo di Valentino, in una piazza di Spagna oramai sempre più all’insegna dei capi di alta moda. Ricorda, con la sua matericità, le grandi statue colossali della Grecia classica, quella del Maestro della scultura, il grande Fidia. Priva di braccia e volto domina la scena con la sua fisicità e la “morbidezza”.

Un gatto sorveglia piazza San Lorenzo in Lucina e una meravigliosa figura semidistesa si accompagna alla Venere addormentata del Pincio. In breve, solo alcune delle opere che vivi evito a contemplare passeggiando per le strade della Capitale. Esse fanno parte di un dialogo tra antico e contemporaneo, dove le sculture sono espressione di uno stile inconfondibile che in questo caso omaggia la perdita di un grande artista. La curatrice è la figlia Lina da sempre estimatrice del padre, che, in sintonia con il Municipio I Roma Centro, nella figura dell’assessore Giulia Silvia Ghia, ha trasformato un progetto in realtà. Una realtà che si fonde con la bellezza e la versatilità di Roma che permette sempre interessanti confronti che accetta con un misto di consapevolezza della propria storia millenaria e un pizzico di spacconeria che non guasta mai.

La mostra diffusa conta sulla collabora della Fernando Botero Foundation e de Il Cigno Edizioni, Bam eventi d’arte e il Cigno Arte, con un piccolo catalogo delle opere esposte acquistabile on line. Per i più informati è anche un biglietto da visita e un antipasto per la mostra che sarà ospitata a Palazzo Bonaparte a partire dal mese di settembre, a cura di Arthemisia, dove saranno riuniti dipinti, sculture, disegni e acquarelli realizzati da Fernando Botero nel corso della sua lunga carriera. Non mancheranno anche le versioni dei capolavori della storia dell’arte, quali: Las Meninas di Velazquez e la Fornarina di Raffaello il dittico dei Montefeltro di Piero della Francesca e i ritratti borghesi di Rubens e Van Eyck. Che dire?
