Lunga è la via che porta al Giubileo: la ritrovata fontana di S. Maria Maggiore
Davanti alla colonna della Pace a Roma, è tornata allo splendore originario la fontana di piazza Santa Maria Maggiore, dopo i lavori di restauro che si sono conclusi con qualche giorno di anticipo a dicembre scorso. La fontana, davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore, è stata riattivata alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, dell’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, e del sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce. La fontana insieme alla piazza, rappresenta una delle tappe fondamentali dei percorsi giubilari, ed è ora pronta ad accogliere romani e pellegrini nella propria veste monumentale rinnovata. “Questa fontana fa coppia con quella di San Giovanni in Laterano, – ha spiegato Gualtieri – con la quale condivide l’acquedotto che la rifornisce d’acqua, il Felice, realizzato da papa Peretti , Sisto V, alla fine del 1500 per alimentare d’acqua Villa Peretti, la sontuosa dimora che il pontefice si fece realizzare da Carlo Fontana dove oggi insiste la stazione Termini.

Il restauro ha consentito di rimuovere le incrostazioni che da tempo si erano depositate lungo i bordi della vasca e al suo interno, sulla coppa di adduzione, senza tralasciare i sedimenti depositati dagli agenti atmosferici che avevano causato l’annerimento dell’esterno della vasca . Inoltre è stato inoltre realizzato il rifacimento dell’impermeabilizzazione delle vasca, la manutenzione delle aree di rispetto e la revisione dell’impianto di illuminazione. L’intervento sulla fontana, della durata di sette mesi (27 maggio – 12 dicembre) dal costo complessivo di 170.000,00€, è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici, Acea Ato 2 e Areti SpA.
La fontana è stata voluta da papa Paolo V Borghese (1605-1621) che, nel 1614, affidò all’architetto Carlo Maderno la realizzazione della fontana monumentale che doveva affiancare la colonna mariana appena inaugurata, nell’ambito della campagna di lavori di sistemazione della basilica Liberiana, nome con cui è indicata la basilica papale di Santa Maria Maggiore dal fondatore del primo nucleo architettonico della basilica, papa Liberio che pontificò dal 366 al 372. Interamente in travertino, la fontana si presenta oggi con una grande vasca polilobata con i lati brevi arrotondati, il bordo ampio e stondato all’interno della quale è posizionato un catino su fusto a base ottagonale.

Sui lati lunghi, rettilinei, trovano posto due vaschette semicircolari che, sostenute da mascheroni, ricevono acqua dal becco di due piccole aquile a rilievo, ognuna della quali è racchiusa in un prospetto a volute. Le aquile erano un omaggi salala famiglia del committente, i Borghese, il cui blasone era occupato nella metà superiore da un’aquila nera ad ali spiegate, mentre nella metà inferiore da un drago dorato anch’esso ad ali aperte. Li possiamo ammirare in tutta la loro maestà nella residenza extraurbana a che famiglia si era fatta realizzare sul Pincio, nella dimora cittadina a via della Fontanella Borghese, il “cembalo dei Borghese”, sulla facciata di innumerevoli chiese quali San Sebastiano sulla via Appia, dal monumentale soffitto ligneo con il santo a rilievo trafitto da frecce, alla chiesa di San Crisogono nel cuore del Trastevere.

All’interno della vasca erano, in origine, collocati sui lati brevi due grandi draghi alati dalle cui bocche zampillava l’acqua, rimossi alla fine del XVIII secolo, che completava solo stemma di una della famiglie più potenti del’600. Alla metà del Settecento, in occasione dei lavori per la sistemazione della piazza e la costruzione della nuova facciata della basilica, si rese necessario inserire un basamento a gradini per raccordare il dislivello del terreno venutosi a creare, motivo per cui oggi è servita da una piccola platea a gradoni. A partire dalla metà dell’Ottocento il grave stato conservativo della fontana richiese diversi interventi, che si ripeterono a più riprese tra la fine del secolo e lungo il secolo successivo e che risolsero solo in parte i suoi problemi.
Gli ultimi interventi di restauro datano al 1975-1977 e, più di recente, al 1994-1995, quando fu recuperata la settecentesca gradinata e collocati i nuovi colonnotti dell’area di rispetto.
