Hedera Picta Archeo Newssss

Gli scavi di Largo Corrado Ricci

Proseguono gli scavi a Largo Corrado Ricci ai pedi della Torre dei Conti, fatta realizzare da papa Innocenzo III, della famiglia dei Conti di Segni, nel 1203 su un precedente nucleo fortificato eretto nell’858 da Pietro dei Conti di Anagni sopra una delle esedre del portico del Foro della Pace e rivestito con il travertino proveniente dal vicino Foro Romano.

Gli scavi, che rientrano nei progetti del PNRR hanno avuto un primo ciclo tra giugno 2022 e gennaio 2024. Durante questi mesi gli archeologi hanno riportato alla luce edifici che risalgono al XVI e al XVII secolo. Grazie alla mappe e ai documenti dell’epoca è possibile leggere e ricostruire la stratigrafia incredibile di questa piccola porzione di città. In particolare qui venne inserito un antico forno comunitario che appare in diverse vedute e foto in bianco e nero. In questo spazio tutti i residenti del quartiere portavano i loro cibi per cuocerli in modo conviviale. La presenza e sopravvivenza di molti edifici medievali nelle vie limitrofe, la casa a mattoncini di tufo stondati, muratura detta a saracinesca tipica del 1300, proprio accanto alla torre, suggerisce che la zona fosse anticamente un centro di attività commerciale e artigianale oltre che zona fittamente popolata. Complici, di tale popolosità, la vicinanza con il fiume Tevere e la vicinanza con il Foro Romano, da sempre cava di materiale a cielo aperto.

Le indagini, il cui obiettivo è riportare in evidenza le strutture superstiti del Foro della Pace che, ricordiamo essere stato realizzato da Vespasiano dopo la vittoria riportata a Gerusalemme a seguito della rivolta giudaica del 70 d.C. e dell’attiguo Foro di Nerva, le cui strutture, il portico meridionale, vennero variamente riutilizzate. In corso d’opera è stata individuata una sepoltura in fossa, di un individuo di sesso maschile di età compresa tra i 35 e i 40 anni risalente al XVI secolo. La tomba si trovava in una posizione insolita, non consueta per una sepoltura e soprattutto unica. Le ipotesi che si sono avanzate è che l’uomo possa essere stato qui abbandonato dopo la sua morte. Nel corso del Medioevo Largo Corrado Ricci fu deputato a giardino e nei secoli successivi divenne uno spazio residenziale con l’edificazione di nuove case e palazzi come il quartiere Alessandrino, del cardinale Alessandro Bonelli, detto l’Alessandrino in quanto originario di Alessandria, nipote di papa Pio V Ghislieri, che realizzò case popolari per i poveri romani che avevano occupato abusivamente a mezzo di baracche le rovine dei fori imperiali.

Proprio qui Vincenzo Nicolini realizza, nel 1800, un palazzo ad uso abitativo di sette piani andando ad inglobare la vicina Torre dei Conti che divenne parte del condominio stesso. Il palazzo venne demolito nel 1934, all’interno del progetto, approvato e voluto da Mussolini, che prevedeva la realizzazione di una via, via dell’Impero, che avrebbe collegato il Colosseo, simbolo per eccellenza della romanità, quella romanità che era al centro della propaganda fascista, a piazza Venezia, e quindi al Vittoriano, monumento dallo stesso sottomesso alla strumentalizzazione della storia e che in molti credono essere stato realizzato al tempo del Fascismo, e Palazzo Venezia, sua prestigiosa sede di rappresentanza. Le demolizioni del trentennio hanno interessato non solo Palazzo Nicolini ma anche la trattoria che si era sostituita la forno comunitario e Cher si trovava tra il suddetto palazzo e la parte superiore del rimanete portico del Foro di Nerva, le cosiddette colonnacce al Foro di Nerva con il fregio raffigurante la storia della sventurata Aracne e del suo contenzioso con la dea Atena, tratto direttamente dalle Metamorfosi di Ovidio.

Gli scavi attualmente stanno riportando alla luce le fondazioni di Palazzo NIcolini a 6 mt di profondità sotto l’attuale manto stradale per poi scendere ancora e sperare nelle strutture superstiti di epoca romana. Si spera in tante altre sorprese nel corso della riscoperta di una stratigrafia mai fino ad oggi indagata. Il prossimo 28 marzo sarà possibile visitare lo scavo accompagnati dagli archeologi occupati nel cantiere, basterà chiamare lo 060608 e prenotarsi.

Buona visita!!!

Lascia un commento