Maria Ponti Pasolini dall’Onda

Personalità di spicco femminili che hanno scritto la storia del XX secolo


Vorrei inaugurare quest’oggi un appuntamento settimanale tutto al femminile mirato alla conoscenza di grandi donne, troppo spesso dimenticate o addirittura ignorate, che hanno contributo a scrivere la storia del primo Novecento. E vorrei iniziare con una donna straordinaria: Maria Ponti Pasolini dall’Onda.

Secondogenita di Pietro Ponti e Virginia Pigna nacque a Gallarate, provincia di Varese, nel 1856 e passerà la sua vita divisa tra le sue due città del cuore, entrambe di adozione: Roma e Ravenna. Studiò presso il prestigioso istituto fiorentino di Poggio Imperiale e, all’età di diciotto anni, nel 1874, sposò il conte Pietro Desiderio Pasolini, patrizio, esponente della nobiltà ravennate e ricco possidente terriero. Subito dopo il matrimonio si trasferì a Ravenna e lì toccò con mano la povertà e la desolante miseria degli abitanti delle campagne. Non lasciò correre e si adoperò per migliorare le loro condizioni di vita avviando una macchina assistenziale che avrebbe fatto scuola. Il padre, Pietro, facoltoso industriale tessile, era stato, in questo senso, un ottimo maestro essendosi adoperato per l’apertura, a proprie spese, nella natia Gallarate, di un ospedale, un teatro e un asilo infantile.

Partendo da un’analisi razionale dei problemi della condizione delle famiglie contadine, capì che l’anello debole di questa catena erano le donne che, oltre a non sapere leggere e scrivere, non avevano mai appreso un vero mestiere, che non fosse quello di angelo del focolare, che potesse renderle davvero autonome.

Nel 1880 aprì a Coccolia, una scuola di pizzi e merletti dove le donne potessero imparare l’arte della tessitura e lavorare nelle fabbriche; la sua idea fu un successo tale che, a Roma, dove si trasferì stabilmente dal 1883, replicò, grazie all’appoggio dell’aristocrazia femminile che aveva radunato attorno a sé nello splendido Palazzo Santacroce, vicino Campo de’ Fiori, che era stato acquistato in quegli anni dal marito e che ancora oggi appartiene agli eredi della famiglia.

Roma- Palazzo Santacroce sec. XVI

Nascono le prime cooperative femminili il cui scopo era offrire lavoro tutelato per le giovani donne: un equo stipendio, il riconoscimento dei diritti lavorativi, l’eliminazione degli intermediari che sfruttavano il lavoro delle donne. Si sente l’esigenza di elevare la condizione femminile attraverso mezzi diretti quali la vendita a prezzi più remunerativi e cercando di creare un mercato più vasto che apprezzi il prodotto creato dal lavoro delle donne.

Nel 1896 fondò a Roma, un ufficio informazioni di beneficenza con annessa biblioteca, per la formazione sociale e civile degli assistiti. Studia e scrive sulle famiglie dei mezzadri e dei contadini romagnoli dando alle stampe nel 1890 una monografia in due puntate dal titolo “Monografie di alcuni operai braccianti del comune di Ravenna“, con una tiratura di oltre 950 copie. A Roma conosce D’Annunzio e Wilfredo Pareto e inizia a scrivere sulla Rivista per signorine diretta da Sofia Bisi Albini dove insiste sulla necessità dell’istruzione femminile per favorire il processo di emancipazione delle donne. In aperta critica con il sistema educativo del tempo sosteneva che lo studio della storia non dovesse ridursi unicamente a date e nomi di battaglie, ma a qualcosa di più umano per comprendere, attraverso gli episodi del passato, il presente; per questo motivo immaginò cataloghi e libri per le donne, favorendo un approccio meno dispersivo con lo studio e l’apprendimento. Dal 1898 al 1903 pubblicò cinque cataloghi presso l’editore Forzani sul Risorgimento italiano, la questione femminile e sulle scienze sociali ed economiche. Nell’ottobre del 1897 istituì una biblioteca in memoria del padre Andrea Ponti aperta alle donne e nel 1899 fondò, con l’aiuto della contessa Taverna, la Federazione Romana delle opere di attività femminili, da cui prese vita il Consiglio Nazionale delle donne italiane. Nel 1906 fu tra le sostenitrici del suffragio universale femminile e nel 1908 aprì la sezione inaugurale del primo Congresso delle donne italiane a Roma.

La sua corrispondenza con le personalità più influenti, non solo femminili, dell’epoca, è conservata nell’archivio di famiglia conservato in parte a Ravenna e in parte a Firenze presso il Gabinetto Viesseux: amante delle meraviglie della capitale, è poco noto l’Archivio fotografico a cui ha dato vita tra il 1908 e il 1913, composto da meravigliosi scatti di una campagna romana che non esiste più concentrata sulle grandi consolari il cui valore storico-documentario è oggi inestimabile.

5 pensieri riguardo “Maria Ponti Pasolini dall’Onda

  1. Dare spazio e visibilità a donne che hanno contribuito nel tempo all’ emancipazione femminile non come un dato astratto ma una realtà è un contributo che merita di essere conosciuto.

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    1. Ciao Rita,
      L’Archivio fotografico è privato, si trova a Palazzo Santacroce, sono riuscita a prendere contatti con la famiglia e ne ho preso visione per le mie ricerche sulla via Aurelia antica, è bellissimo. Sarà oggetto di un articolo scientifico da parte mia il prossimo anno, se vuoi, quando sarà pronto te lo posso inviare.

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