Hedera Picta News

Via ai lavori di restauro al Gianicolo

Partono finalmente i lavori, è il caso di dirlo, di restauro al monumento equestre di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo danneggiato, ormai tre anni fa, da un fulmine e da allora circondato da transenne e nastri simil pollaio di colore arancio che a Roma non promettono mai nulla di buono. La gara è stata indetta e l’importo ammonta a 460.804,47€. Il progetto ha già ottenuto l’approvazione del Ministero dei Beni Culturali, resta solo l’assegnazione all’impresa vincitrice e l’avvio del cantiere. Quando, nel settembre del 2018 fu colpito da un fulmine, si credeva che non ci sarebbe voluto tutto questo tempo per il suo ripristino, essendo stata tale la tempestività nel sostenerlo con pali di ferro e nel chiuderlo al pubblico. Eppure finisce sempre così. Il fulmine ha non solo danneggiato il basamento, ma anche provocato il distacco del bassorilievo rappresentante un leone, con conseguente slittamento di alcune dei blocchi in granito che ne costituiscono l’ossatura causando fessurazioni. Si sono formate delle crepe e il basamento inferiore si è spostato in avanti. Gli esperti hanno giudicato la situazione delicata e richiesto un intervento tempestivo che forse, ora, arriverà.

Il monumento prima del danneggiamento

🤓 Per quale motivo è così importante il monumento di Garibaldi per noi Romani? Non è solo un capolavoro dall’alto dei suoi 22 metri dello scultore Emilio Gallori, lo stesso che ultimò la statua equestre di Vittorio Emanuele II che corona il Vittoriano dopo la morte del suo maestro Enrico Chiaradia, che lo forgiò nel Mausoleo di Augusto trasformato in officina dal Comune di Roma dopo averlo acquistato dal duca Telfener. Non solo. Il Gianicolo fu lo scontro di una battaglia epocale che ha liberato Roma dall’egida di un Papa re, in un momento in cui il cambiamento era inevitabile. Qui, sul Gianicolo, Armellini, Mazzini e Saffi diedero vita alla Seconda Repubblica Romana, emanando una Costituzione che salvaguardasse i diritti dei cittadini. Quando il Papa fece il suo appello ai sovrani cristiani d’Europa per poter tornare sul suo trono e risposero i Francesi, di Luigi Bonaparte, futuro Napoleone III, organizzarono proprio sul Gianicolo la resistenza dal 3 giugno al 2 luglio 1849. Finì male, lo sappiamo tutti, tante giovani vite spezzate, tra le quali ricordo quella di Mameli appena diciottenne.

Gli scontri sul colle Gianicolo durante l’Assedio di Roma

Dall’alto del suo cavallo il Generale Garibaldi, con i suoi insorti, sembra contemplare la città, conquistata e persa, ma diventata da quel glorioso 1849 indiscutibile capitale di una Italia che si sarebbe unita nei vent’anni successivi. Per questo il monumento di Garibaldi è importante e la sua memoria storica lo è ancora di più. l progetto prevede il rispristino di tutte le parti danneggiate per poi procedere con il montaggio di una gabbia di Faraday, un materiale conduttore che la possa isolare dall’interno contro altri fulmini mandati da Giove Pluvio. Siamo fiduciosi e attendiamo che il Generale torni a guardare e proteggere serenamente Roma.

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