Nasoni di Roma

Molto più che semplici “fontanelle”!

Lungo la via Nomentana, a pochi metri da Ponte Nomentano, nel cuore di Monte Sacro, si trova uno dei più bei “nasoni” di Roma.

Il nasone di Ponte Nomentano

La sua particolarità consiste nell’essere sopraelevato e posto su una vasca di marmo di forma circolare che gli consente una polifunzionalità unica: da ammollo per mantenere la frutta fresca (prima che scattassi la foto ci galleggiavano due bei meloni rosa!), a piccolo lavatoio, fino a diventare piscinetta per i piedi accaldati dei romani e paradiso refrigerante per gli amici pelosetti a quattro zampe. Insomma, un poliedrico nasone fa bella mostra di sé in uno dei quartieri più pittoreschi della capitale lungo la Valle dell’ Aniene (se vuoi andarlo a vedere di persona, clicca qui per le indicazioni).

Fuori da Roma in pochi sanno cosa sia un “nasone” e soprattutto quale sia il modo corretto per dissetarsi senza farsi venire il colpo della strega. Per i turisti, poi, spesso sono un vero mistero, ma tanto loro usano borracce o bottigliette di plastica e non sprecano troppo tempo per capirne il funzionamento, perdendosi tutto il fascino di questi cilindretti in ghisa.
🙋‍♀️ Il primo nasone fece il suo ingresso nella capitale nel lontano 1874, poco dopo la breccia di Porta Pia, e fu un esperimento del sindaco Luigi Pianciani e dell’assessore Rinazzi. Alti circa un metro e venti, di forma cilindrica, in ghisa, avevano all’inizio tre cannelle a forma di testa di drago dalle fauci spalancate che poi si ridussero a due, l’acqua scorreva a ciclo continuo, incanalabile nella sottostante griglia.

Negli anni’80 si gridò allo spreco e furono messe delle scomode manopole che quasi causarono una sommossa. Eh no, il nasone nazionale non si tocca… Poi fu la volta della bacinelle per consentire anche agli amici a quattro zampe di godere del nazionalpopolare nasone.
Oggi sono circa 1.500, esiste un libricino edito da ACEA, che ne tutela lo stato di salute, indicante l’esatta posizione di tutti i cilindretti della capitale; i più moderni sono muniti di bar code metallico che consente l’apertura di una APP ad essi dedicata (vuoi cercare sul sito ACEA il nasone a te più vicino? clicca qui!).
Uno dei più antichi è quello della piazza del Pantheon, conserva ancora le tre cannelle ed è una rarità, assieme a quelli di via di San Teodoro e di via Baccina.
E così anche delle apparentemente semplici fontanelle a Roma acquistano una storia diventando espressione del costume popolare e una vera e propria icona.

Se hai domande o curiosità, scrivimi andando sulla pagina dei contatti!

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