Hedera Picta News

Nasce a Roma il “Museo dell’arte salvata”

Risale allo scorso 15 giugno l’inaugurazione, all’interno del rinnovato e neo riaperto al pubblico Planetario, del ” Museo dell’arte salvata”, un museo permanente avente per oggetto i reperti recuperati da scavi illeciti o acquisti non autorizzati da parte del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC).

Il Museo, la cui costituzione è stata annunciata dal Ministro Franceschini, sarà un luogo dove raccontare la storia delle opere d’arte esposte, del loro trafugamento e del loro recupero, ma sarà anche uno spunto di riflessione sui danni del traffico clandestino ai contesti di provenienza e al nostro patrimonio culturale. In questo Museo troveranno una sede espositiva i pezzi recuperati grazie alla diplomazia del Comando dei Carabinieri (TPC) e del lavoro dei Caschi Blu della cultura, i pezzi salvati dai terremoti, dalle calamità naturali e dai conflitti bellici; quelli salvati dai grandi restauri e da scavi fortuiti o di emergenza per lavori pubblici o privati. Tutti insomma avranno la possibilità di raccontare la propria storia prima di tornare nei rispettivi luoghi di appartenenza.

Aula Ottagona dl Museo delle Terme di Diocleziano, una delle vetrine allestite.

“Tutelare e valorizzare queste ricchezze è un dovere istituzionale ma anche un impegno morale: è necessario assumersi questa responsabilità nei confronti delle generazioni future, affinchè possano conservare, con queste testimonianze, quel valore identitario che permette di riconoscersi in una storia culturale comune. Il patrimonio culturale di un paese, di cui questi reperti fanno parte, è espressione della sua memoria storica e dei valori collettivi, nonchè dell’identità di un popolo”. Queste le parole del Ministro Franceschini nel corso dell’inaugurazione.

Aula Ottagona, Museo delle Terme di Diocleziano, particolare delle mostra al suo interno.

In occasione dell’apertura del Museo sono state selezionate ed esposte oltre cento capolavori recuperati negli Stati Uniti dal Comando dei Carabinieri nel corso del 2021. Le indagini, che si sono svolte con la collaborazione delle autorità statunitensi hanno colpito diverse case d’asta, direzioni museali e collezioni private. La restituzione è avvenuta il 15 dicembre scorso presso il Consolato Generale di New York dove i pezzi sono rimasti in mostra per qualche mese per poi giungere finalmente a Roma. Al termine della mostra alcuni pezzi rimarranno al Museo Nazionale Romano, molti torneranno nei Musei di Cerveteri e Tarquinia e al Museo Archeologico Nazionale di Taranto. I reperti di maggior pregio provengono dalle necropoli etrusche, mete ambite dai tombaroli. Spicca un’anfora, risalente alle II metà del VII secolo a.C. su cui è raffigurato l’accecamento di Polifemo; un cratere da cerimonia di colore rosso con quattro anse sormontato da coppette in ceramica di colore rosso con tracce di colre sovra-dipinto di colore bianco proveniente da Crustumerium, area laziale, con uccelli acquatici.

L’accesso al Museo seguirà gli orari del Museo Nazionale Romano, dalle 11.00 alle 18.00, con ultimo ingresso alle ore 17.00, dal martedì alla domenica, e sarà possibile accedervi con il biglietto del costo di 8.00 € che include anche l’ingresso al Museo Nazionale Romano. I pezzi attualmente in esposizione rimarranno nell’aula ottagona fino al 22 ottobre. Non è escluso che Hedera Picta immaginerà una bella visita all’insegna della riscoperta del nostro patrimonio culturale.

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